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FT.com - Financial Markets News

domenica 8 febbraio 2009

Servizio Gold Strategy Plus - aggiornamento 3/2/2009

Egregi lettori, gentili lettrici.
Vogliate trovare di seguito un estratto del nostro commento settimanale, facente parte del servizio Gold Strategy Plus, inviato ai nostri clienti abbonati in data 3 febbraio.
Per ulteriori informazioni circa i nostri servizi di consulenza e di pianificazione finanziaria, vogliate scriverci al seguente indirizzo: informazione(at)studiophi(punto)ch.


Nella settimana appena trascorsa l'obiettivo di prezzo a $930 è stato raggiunto. L’energia rialzista è confermata dai traguardi raggiunti in euro: il picco a Eur 725/oncia costituisce un massimo storico. Alcuni degli interventi esposti dai relatori presenti al forum internazionale di Davos sono risultati decisivi nell’ottica della spinta che ha originato il movimento di una sessantina di dollari scaturito dal supporto a $873-75. Uno degli aspetti salienti emersi durante l’evento è infatti l’incontrovertibile rigidità del mondo politico, che potrebbe dar adito a dannosi irrigidimenti diplomatici a livello internazionale. Questa eventualità, benché remota, appare allorché la gravità della Crisi imporrebbe una fattiva cooperazione - ed è istantaneamente sfociata in una repentina impennata del livello di avversione al rischio degli investitori. L’oro ne ha immediatamente beneficiato, sostenuto anche dalla rumorosa frangia dei cultori della “teoria della catastrofe planetaria” - i cosiddetti "gold bugs" – secondo i quali l’escalation mediatica conferma l’ipotesi apocalittica, che a sua volta sostiene la continua diversificazione nel metallo giallo.
Ulteriori conferme – semmai ce ne fosse stato bisogno – affiorano dall’intervento di Peter Munk, CEO di Barrick Gold , il maggior produttore di oro al mondo, il quale, durante la sua presentazione al forum, ha affermato che la clientela affluente starebbe chiedendo di acquistare oro direttamente alla fonte, senza avvalersi dei canali offerti dal sistema finanziario. Tali richieste sarebbero originate dalla scarsità di oro fisico disponibile per il tramite del circuito bancario.
Sempre secondo Munk, l'oro ha assunto "un ruolo di contrappeso alle monete" - dichiarazione che riflette appieno quanto da noi sostenuto, ormai da parecchio tempo, in questa sede (v. nota 1).
A parere dell’eminente esperto quindi, in virtù di tale scenario - descritto come “spiacevole e spaventoso" ("…unpleasant and frightening") - non è più questione di chiedersi se l'oro salirà oltre $'1000, ma piuttosto di “domandarsi quando ciò accadrà".
...
(continua)


1- Note:


Per verificare visivamente la tendenza dell’oro presentiamo un indice sintetico che ne illustra la variazione nei confronti del dollaro USA. Il punto di partenza è il cosiddetto “Dollar Index” - indice che rappresenta il rapporto tra USD e le divise dei
maggiori partner commerciali USA – che viene diviso per il valore dell'oro. Otteniamo così un indicatore che illustra la forza, rispettivamente la debolezza del biglietto verde nei confronti del metallo giallo. L’indice al rialzo rappresenta una fase di forza del dollaro, rispettivamente di debolezza dell'oro, mentre le fasi discendenti illustrano il contrario. Il rettangolo in alto a sinistra rappresenta l'era del "nuovo paradigma" tecnologico, caratterizzato dall'incremento di produttività che avrebbe dovuto controbilanciare l'emorragia occupazionale.
Questa fase è caratterizzata dallo sviluppo della finanza creativa e dal proliferare dei prodotti strutturati. Non ci sorprende che l'oro fosse poco popolare fra gli investitori. Il quadro cambia radicalmente dopo l'implosione delle "dot.com" ed in seguito agli attentati del 9/11.
La Federal Reserve modifica la propria attitudine monetaria, inondando il sistema con enormi quantità di denaro. Il grafico illustra che, da questo momento in poi, ha inizio una sensibile ripresa dell’oro nei confronti del dollaro, che culmina nel marzo 2008. L'ultima fase mostra il violento recupero del dollaro nel terzo trimestre 2008, frutto del "deleveraging" e del rimpatrio di capitali. Si noti come, malgrado l'impennata del biglietto verde (+23% da luglio a fine ottobre '08), la tendenza negativa non venga rovesciata - e ciò nonostante la parità EURUSD sia ritornata ai livelli del 2006. Ciò parrebbe confermare che il ruolo di "principale protagonista della scena monetaria" sia progressivamente migrato dalla "fiat currency" – cioè dalla divisa stampata per decreto - al metallo fisico.

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