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FT.com - Financial Markets News

giovedì 18 dicembre 2008

Illogica "esuberanza"?


Dire che stiamo vivendo momenti epocali sui mercati dei cambi è una riduzione eufemistica.
La velocità del crollo del dollaro, dopo la decisione storica di portare i tassi a zero, è semplicemente inaudita. Col senno di poi si potrebbe argomentare che la decisione avrebbe potuto essere proclamata in gennaio, con i mercati pienamente funzionali, anzichè in questo momento dell'anno. La liquidità dei mercati finanziari che già usualmente, in anni buoni, viene meno, è ora quantomai compromessa.
Questo è il fattore principale che spiega questi movimenti così esasperati.

La conferma dell'assenza di progettualità operativa può anche essere ritrovata in quanto avvenuto ieri dopo la decisione dell'OPEC di ridurre la produzione giornaliera di greggio. Guardando lo schermo del NYMEX si constatava una drammatica apatia negli scambi, una reazione totalmente avulsa dalla natura stessa di questo mercato così strategicamente importante. Questo, forse, è il sintomo più lampante della disfunzionalità di questi mercati.

Il nostro obiettivo di prezzo sulla parità euro-dollaro, espressa due giorni orsono è già stato raggiunto. Da qui a fine anno non ci sorprenderebbe che l'irrazionalità degli scambi possa portare la quotazione a 1.50 come a 1.35.
La logica, ed il "mercato" si sono ritirati per le feste....

mercoledì 17 dicembre 2008

Dov'è il rally??

Dopo la storica decisione della Federal Reserve di introdurre una politica a tassi zero ci si aspetta -logicamente - un rally borsistico di dimensioni epocali. Dopo tutto l'indice di riferimento S&P500 ieri ha segnato ben +5%, giusto?
Si, ma.
Come al solito è mancata la conferma dei volumi, ed il rialzo segnato non è riuscito assolutamente a superare nè i recentissimi "massimi" e neppure ad avvicinarsi alla famosa soglia dei 940 punti (post 9/11 lows). I volumi risultano inferiori alla media delle 20 sedute. Tutto lì. E non è molto.

Il rally invece è confermato su EURUSD, e la parità transatlantica si invola sopra la soglia di 1.40. Guarda caso il ritracciamento della metà della discesa di tutto il movimento da 1.60 ai recentissimi minimi di periodo passa a 1.4161. Il superamento confermato di questa resistenza pone le basi per un'ulteriore avanzata verso 1.45-46.

Il rally si riconferma anche sull'oro, che ieri ha scavalato anche la barriera di $850/oncia, resistenza importante nel rally dell'estate 2007. Un auspicato consolidamento nell'area $830-38, ed in ogni caso il permanere dei prezzi al di sopra di $818-20, pongono le basi per un assalto del baluardo a $900...

lunedì 15 dicembre 2008

Monday Morning Crisis



Questo inizio di ottava si presenta con una serie di notizie di rilievo:
1) EURUSD si sta involando (in alto il grafico del Dollar Index). La decisione di voler sostenere l'industria dell'auto USA mostra che la chiarezza di intenti del modello americano sta venendo meno, evidenziando una scollatura tra vari livelli del sistema esecutivo del paese. Oramai le rotative procedono a pieno regime. Il tempo dell'imbarazzo (se mai c'è stato) è passato.

2) Di conseguenza le borse USA trovano nuovo supporto, anche se il fattore fondamentale appare essere quantomai di "dubbia qualità". Non passa infatti giorno che decisioni vengano ribaltate come se nulla fosse, stravolgendo qualsiasi impostazione logica e posizionamento di mercato....

3) Affaire Madoff. Questo quanto scritto ad un cliente oltremodo preoccupato:
Per quanto attiene al caso Madoff, due rapide considerazioni.
Per iniziare – la truffa ha funzionato proprio in virtù del fatto che le performance “dopate” non erano tali da suscitare sospetti.
Per tanti investitori la relativa stabilità degli utili, registrati ad esempio nei fondi della famiglia Fairfield, non era addirittura sufficiente per giustificarne l’acquisto, in quanto altri gestori hedge offrivano ritorni ben più interessati. Questo meccanismo ha permesso che la truffa continuasse per anni, al contrario di altri schemi di Ponzi, i quali collassano proprio perchè gli utili elevati proposti erodono velocemente la base di capitale apportata dai nuovi clienti.
In secondo luogo bisogna prendere atto che i controlli non funzionano (Enron e Parmala docet).
Madoff ha evaso il confronto con la realtà delle sue azioni per decenni, da una parte protetto dalla sua aura di “colonna portante” della borsa americana - dovuta al periodo di presidenza del NASDAQ - dall’altra grazie alla standardizzazione di controlli che mirano solo e soprattutto a verificare che vengano rispettate direttive e procedure.*
Questo approccio formale e quasi meccanico, combinato con tempi e costi delle procedure di revisione, ha permesso che i minuscoli dettagli che avrebbero potuto indicare la presenza di illeciti operativi non siano mai realmente emersi in tutta la loro gravità.
Alternativamente, e cosa ben più grave, potremmo essere in presenza di controllori corrotti dal finanziere con lo scopo preciso di occultare gli illeciti.
Siamo certi che l’indagine in corso ci renderà edotti anche su questi dettagli.
Una cosa sembra essere probabile, cioè che coloro che hanno fatto in tempo ad dismettere i propri investimenti in fondi gestiti da Madoff possano essere chiamati alla restituzione degli importi ricevuti, in quanto proventi di un illecito.
...

*Bloomberg riporta ora la notizia della citazione a giudizio della società di revisione. Atto dovuto. Attendiamo, non senza un certo timore, di capire quali siano state le manchevolezze che hanno permesso che l'illecito si perpetuasse per un lasso di tempo così lungo...

4) Ecuador - il gverno ecuadoregno ha formalmente confermato il default sul pagamento di $30 milioni di interessi, il cui pagamento era già stato posticipato ad oggi, 12 dicembre. La sensazione netta è che questo potrebbe essere il primo di una serie di "insoluti governativi", con ripercussioni di stampo geopolitico notevoli e ricadute economiche negative per tutta quella serie di fondi high-yield e di gestori hedge sopravvissuti sino ad oggi.

giovedì 11 dicembre 2008

Euro & Oro in tandem

Come avevamo suggerito ieri, la parità euro-dollaro ha iniziato a muoversi verso l'alto (last= 1.3230).
Ciò ha permesso all'oro di strappare sin verso il vecchio massimo a $830 (25/11/08), livello dal quale sta - logicamente - correggendo verso basi di prezzo più interessanti per costruire nuove posizioni long.
Ulteriori rialzi hanno obiettivi a $848 e poi $870-76.
Per intanto gustiamoci il rialzo, facendo bene attenzione alle volatilità che accompagneranno la chiusura di questo 2008 che passerà agli annali della Storia.

mercoledì 10 dicembre 2008

EURUSD - è (finalmente) ora?


Come ben illustra il grafico, il rapporto di cambio Euro-Usd sta prendendo finalmente una direzione più precisa di quanto non abbia fatto dal 24 ottobre ad oggi.
La direzione per l'euro sembra volgere verso l'alto se viene confermata la rottura della Bollinger media e della trendline discendente dai massimi del 30 ottobre scorso, con un primo obbiettivo a 1.3280 seguito da 1.3370 e 1.3750/1.3780.

Cash is king?

Secondo il settimanale Economist, accumulare il contante sotto al materasso (al netto di rapine, costi di prelevamento e mancati interessi...) rende.
Quanto?
Giudicate voi:

martedì 9 dicembre 2008

Rally sì, rally no...



La "trading action" della seduta precedente ha evidenziato la rottura della trendline discendente da 1'250 sull'indice S&P500.
I volumi rimangono insoddisfacenti, quindi per il momento il verbo è "rally forse".

Uno studio recentissimo sull'entrata in vigore del "uptick rule" - la regola che impedisce le vendite su livelli di denaro consecutivamente inferiori - ha evidenziato come il mercato si sia "sciolto" nonostante il divieto delle vendite allo scoperto.
Quello che è emerso dagli studi condotti sul comportamento del mercato azionario americano - quello più sofisticato e regolato al mondo - è che i prezzi sono scesi non tanto per la pressione di vendita quanto più per, citiamo, "assenza di bid nel mercato".
Tanto per gradire.

Articolo in lingua originale:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=ayGeAzo2nSsU

lunedì 8 dicembre 2008

Forse rally?

Nonostante il disastroso dato occupazionale USA pubblicato venerdì, il duplice piano di rilancio presentato in USA ed India si somma ad una chiusura positiva di Wall Street, dove l'indice S&P500 sembra voler rompere la trendline discendente originata dal picco del 22 settembre scorso.
Stamani EURJPY - il nostro barometro della propensione al rischio - s'invola e le borse continentali indicano un'apertura positiva del tenore di 5-6%.
Che i minimi di questo periodo siano davvero alle nostre spalle?
La concomitanza del rally dopo la "bomba" occupazionale sembrerebbe indicare una certa volontà in tal senso - come recita il detto "il momento più buio della notte è prima dell'alba".

Vediamo che alba sarà - poi faremo altre considerazioni.

giovedì 4 dicembre 2008

I soldi regalati

Esempio pratico
+ 1000 GLD (ETF su oro quotato a NY)@ $75.90 = $75'900 cost
- 10 call GLD Marzo '09 base 70 @ $10.10 = $10'100 credit
Breakeven @ excercise = $80.10
Profit @ excercise= 1000 x (80.10-75.90)= $4'200
ROA = (4'200/75'900)x100 = 9.48% effettivo sul periodo.
In caso di mancato esercizio il mio breakeven sulla posizione iniziale scende a $65.80 (= XAUUSD $658...)

Ci accontentiamo, direi...

Taglia taglia, non succede niente

BOE -100 bps, ECB -75 bps. Dollaro praticamente incollato, oro pure. Il metallo si sta incollando al supporto nell'area 764 (vi ricordate le proiezioni di Gann di cui parlammo qualche post fa?). I futures USA segnano negativo. Il rally di ieri dello S&P non ha sortito nessun effetto di rilievo. A parità di volumi rispetto al crollo di due sedute fa, l'avanzata è stata insoddisfacente. L'indice è così ancora preda della lunga ombra della seduta del 1 dicembre - sin tanto che non assistiamo *perlomeno* ad una chiusura confermata > 882 non andiamo proprio da nessuna parte. Provare a mettere degli ordini - bassi - su SSO può essere un'idea interessanto, con l'idea di ridarli sul primo rimbalzo...

mercoledì 3 dicembre 2008

Attenzione ai rimbalzi dai piedi d'argilla.

Questo periodo dell'anno è tra i più pericolosi in quanto i volumi solitamente si riducono all'osso, creando falsi segnali.
Lo S&P, pur avendo messo a segno ieri una seduta "soddisfacente" in termini di avanzata percentuale evidenzia:
1) volumi sotto la media delle 20 sedute
2) a parità di scambi il mercato ha recuperato a malapena metà di quanto perso il giorno precedente
3) la media della fascia di Bollinger funge da respingente al ribasso.

Il potenziale di un recupero - chiamiamolo "I wanna party" rally - di fine anno c'è ma per il momento è limitato a 975 punti dell'indice.
Notiamo pure che a quota 944 passa il minimo registrato post 9/11, soglia che funse da barriera nel novembre e dicembre 2003 e ch è pregna di significato per più di un trader...

martedì 2 dicembre 2008

Controreazione

EURJPY - ottimo "barometro" della propensione al rischio - indica la possibilità di un recupero in data odierna.
Vediamo di quale entità, e soprattutto se questo rimbalzo ha dei fondamenti oppure no.
Come dire... mordi & fuggi.

lunedì 1 dicembre 2008

Ve l'avevamo detto....

S&P500 -5% nell'ennesimo lunedì nero per i mercati mondiali.
Ricordatevi - vi avevamo avvertito che il "rialzo" aveva i piedi di argilla...

GANN - quasi infallibile

Sul grafico abbiamo tracciato le prime linee della proiezione di Gann dai recentissimi minimi a $680. Quello che notiamo è che uno dei livelli chiave - $736 - lo ritroviamo anche nelle proiezioni dai massimi a $1030 e $988. Da svariati mesi utilizziamo una delle tecniche del ricercatore americano per definire i target più probabili, e sinceramente dobbiamo constatare che il modello sviluppato funziona con una precisione davvero invidiabile (ed ahimè per intanto riusciamo solo ad applicarla all'Oro).

Per ulteriori informazioni circa i nostri servizi di consulenza sull'Oro vogliate cortesemente contattarci: informazione(at)studiophi(punto)ch.

Gold über Alles!

Ancora un'immagine che vale 100 parole.
TARP+TAFL = dollaro di carta $traccia.

venerdì 28 novembre 2008

Rally senza conferme

Una immagine vale 100 parole - eccola:



La mancata conferma del rialzo con i se non crescenti, perlomeno stabili deve indurci a metterne in discussione la qualità.
Il cross Euro-Yen sta inoltre segnalando ulteriore debolezza sul fronte della propensione al rischio....

mercoledì 26 novembre 2008

Commento oro 24.11.2008 (estratto)

Come accade sovente in questi tempi, le previsioni finanziarie si accomunano a quelle meteorologiche – aleatorie e di breve durata. Come fiocchi di neve a contatto con il tepore del suolo il loro inevitabile destino è di sciogliersi nello spazio di un istante. A 48 ore dalla pubblicazione del nostro ultimo commento, nel quale osservavamo che “il prezzo dell'oro non ha assunto in maniera decisa alcuna direzione, restando confinato all’interno di una fascia dall’ampiezza piuttosto ridotta, compresa fra $706 e $766” il metallo giallo ha violato le importanti resistenze poste fra $760/780, involandosi verso la barriera psicologica a $800. E ciò in assenza di un catalizzatore che ne possa spiegare il repentino movimento.
La “fase di riflessione” – contraddistinta da un movimento laterale iniziatosi in seguito al minimo del 24.10 a $680 e contenuto dalla resistenza a $777/780, penetrata nella seduta del 21.11 - si è pertanto conclusa con l’inequivocabile rottura rialzista.
(per conoscere le nostre previsioni in materia di oro, vogliate scriverci un e-mail a: informazione(at)studiophi(punto)ch)

Alla luce di quanto osservato nelle ultime ore, azzardiamo una previsione: esistono delle ragionevoli probabilità che il dollaro effettui un movimento opposto nel corso delle prossime sedute – il rafforzamento dell’oro potrebbe, per una volta, non seguire ma anticipare un movimento contraddistinto da una (modesta) debolezza della valuta statunitense.
La sorpresa sia per l’entità sia per la rapidità del movimento rialzista del metallo è ancora maggiore quando si analizzano i fattori che condizionano gli scambi – essi non hanno infatti subito alcuna accelerazione: il Dollaro USA resta confinato in un range compreso fra 1.24/1.27 contro l’euro; le materie prime rimangono deboli; le incertezze sul futuro dell’economia mondiale – fase di stagflazione oppure arrivo della deflazione? – permangono.

L’osservazione illustrata la scorsa settimana, ossia che “se a prima vista l'andamento del metallo giallo sembra risultare incerto, in realtà esso esibisce una sua forza intrinseca” sta vieppiù assumendo rilevanza.

Quali fattori sostengono il metallo prezioso?

Un aumento della domanda - la richiesta oro fisico da parte del mercato è in continua ascesa – con l’India a farla da padrone, al quale si aggiunge simultaneamente una diminuzione dell’offerta - le operazioni di dismissioni delle banche centrali stanno calando sensibilmente.

Il quadro tecnico è il seguente: le resistenze a $760/770/776/780 – sul cammino verso l’obiettivo a $800 - sono state violate senza esitazione. Ciò illustra la forza del movimento ascendente ed anticipa che i traguardi della fase attuale sono ambiziosi. Il 50% di rintracciamento della discesa da $929 a $679 si situava a $805 – ed è appena stato violato. L’esplosiva energia che trascina al rialzo l’oro pare in grado di sostenere il movimento perlomeno sino ad un test del 61.8% dell’intero ribasso. Il prossimo obiettivo dunque dovrebbe situarsi nell’area $834/835. Nel frattempo alcune resistenze minori giacciono a $806/810 e $815/817. In seguito alla penetrazione delle resistenze menzionate nel precedente commento…” la rottura confermata in chiusura delle soglie di prezzo summenzionate indicherebbe che la probabilità di rivedere un mercato nuovamente "in tendenza" è aumentata. Nella fascia alta, la rottura confermata della barriera a $778 permetterebbe di contemplare ipotesi rialziste più significative – con un obiettivo ideale a $820”.
Non vi sono dubbi sul fatto che nelle ultime sedute il trend sia girato, inequivocabilmente, al rialzo. Pertanto, suggeriamo di non assumere posizioni contrarie al movimento principale almeno finché non vi sarà maggiore chiarezza sui nuovi rispettivi limiti del trading range.


Brunello Pianca

Mendrisio, 24.11.2008

venerdì 21 novembre 2008

L'oro brilla di luce propria

La performance pomeridiana messa a segno dall'oro questo venerdì pomeriggio è davvero straordinaria soprattutto in considerazione di:
1) Dollaro in rialzo
2) Petrolio < $50
3) Borse nuovamente in picchiata.

Questa forza è anche un barometro delle preoccupazioni degli investitori. Nel settore finanziario sembre che più nulla funzioni come dovrebbe e gli acquisti di oro hanno il sapore della preparazione ad una "seria emergenza". E da'altronde le volatilità assolutamente ridicole che registriamo sui cambi ci suggeriscono che qualcsa si è seriamente rotto.
Buon weekend a tutti.....

giovedì 20 novembre 2008

Oro - aggiornamento al 19 novembre 2008

Dall'ultimo commento il prezzo dell'oro non ha assunto in maniera decisa alcuna direzione, restando confinato all’interno di una fascia dall’ampiezza piuttosto ridotta, compresa fra $706 e $766. Un rapido sguardo alle statistiche illustra che il prezzo medio delle chiusure giornaliere - registrate a partire dal 22 ottobre scorso - si attesta a $736; circa la metà delle sedute, ossia 10 su 21, si sono concluse con prezzi superiori al valore medio. Ciò indica palesemente che i traders stanno attraversando una fase di riflessione e che in questo momento non favoriscono nessuno scenario. La media dei massimi del periodo si situa $754.50, mentre la minima a $721.80.

I temi che condizionano gli scambi sono rimasti immutati: il rafforzamento del Dollaro USA, frutto del rimpatrio forzato degli attivi finanziari investiti fuori dai confini degli Stati Uniti; la debolezza dell'aggregato delle materie prime; le incertezze che gravano sul futuro dell’economia mondiale - stagflazione oppure deflazione? - ed infine il dubbio sulla capacità del governo americano di affrontare linearmente la crisi – continuare gli interventi in favore del settore finanziario ed assicurativo oppure dirottare risorse finanziarie verso il segmento industriale?

Se a prima vista l'andamento del metallo giallo sembra risultare incerto, in realtà esso esibisce una sua forza intrinseca. Durante le ultime quattro settimane – ovvero a partire dal 22 ottobre, data in cui le oscillazioni hanno assunto l'incedere laterale - l'oro ha guadagnato l’1%, mentre l’indice delle commodities DJ AIG ha ceduto il 5%, il petrolio il 13%, l'indice S&P 500 il 2.6%. Quanto al dollaro esso è cresciuto 2% contro l’EUR.

Quali sono le cause di questo sostegno al metallo prezioso?

Innanzitutto, un aumento della domanda.

In primo luogo, le statistiche evidenziano come la richiesta di oro fisico da parte del mercato sia in continua ascesa – con l’India a farla da padrone alla quale si sono recentemente aggiunti gli investitori dell'area del Golfo, ansiosi di proteggere i propri risparmi dalla debolezza sia del mercato immobiliare sia delle borse mediorientali. Un articolo pubblicato nel quotidiano Gulf News, ha recentemente riportato che l'Arabia Saudita ha acquistato 140 tonnellate di oro. Ci sono ragionevoli motivi per credere che tale operazione sia stata originata da una precisa strategia con una duplice valenza: da un lato coprire l’esposizione valutaria in dollari, dall’altro diversificare le riserve.
In secondo luogo, la quantità di oro fisico detenuta dal principale fondo ETF di categoria (SPDR Gold Trust) è aumentata all’incirca di 3 tonnellate nel corso del terzo trimestre, mentre il World Gold Council annuncia che dall'anno scorso la domanda sarebbe cresciuta del 18% e ciò nonostante una leggera flessione durante i primi 9 mesi dell'anno rispetto al medesimo periodo del 2007.

Secondariamente, una diminuzione dell’offerta sul mercato.

Le operazioni di dismissioni delle banche centrali nell'ambito del "Washington Agreement" sembrerebbero essere sensibilmente in calo, come viene confermato da alcuni autorevoli studi di settore, i quali citano pure una continua flessione delle operazioni di vendita a termine di metallo di futura estrazione da parte degli operatori minerari. D’altronde, non si deve neppure escludere che le banche centrali che non detengono una quantità di metallo sufficiente rispetto alle proprie riserve valutarie denominate in dollari, stiano accelerando la diversificazione delle riserve, approfittando della debolezza dei mercati finanziari. Le banche centrali che stanno implementando questa politica sarebbero quella cinese, quelle dei paesi esportatori di petrolio del Golfo ed infine quella iraniana.

Nell’attesa di sviluppi significativi sul fronte macroeconomico che potrebbero imprimere un’accelerazione al movimento del metallo per il momento i punti estremi menzionati in apertura - $706/776 - fungono da contenitore delle oscillazioni di prezzo. La mancanza di direzione è peraltro confermata dal comportamento del "barometro" del rischio, rappresentato dalla parità di cambio euro-yen. I livelli di volatilità attuali (v. tabella iniziale) creano interessanti possibilità per aumentare la redditività delle posizioni.
A titolo esemplificativo, la vendita dell'opzione Call scadenza febbraio con un prezzo strike a $800 rende circa $30 - ciò implica l'eventuale consegna del fisico qualora l'oro alla scadenza si trovi oltre la barriera.
Parallelamente, la vendita dell'opzione Put con uno strike a $690 con la stessa scadenza rende circa $32; ciò implica l'eventuale acquisto dell’oro qualora alla scadenza il prezzo si trovasse al di sotto di $690. In tal caso il costo effettivo risulterebbe il seguente: $690-$32 incassati = $658. Osserviamo che la redditività dei premi sta calando a causa della diminuzione della volatilità dovuta al fatto che la situazione di non-direzionalità si sta procrastinando oltremisura. Continuiamo quindi a prediligere interventi mirati in prossimità dei supporti e delle resistenze significative.

I punti chiave illustrati all'inizio - cioè il livello superiore a quota $754-55 e quello inferiore nella zona $721-22 - rappresentano punti interessanti, in termini di rischio/rendimento, per iniziare nuove posizioni di vendita di opzioni allo scoperto, rispettivamente di presa di beneficio e costruzione di posizioni "lunghe". La rottura confermata in chiusura delle soglie di prezzo summenzionate indicherebbe che la probabilità di rivedere un mercato nuovamente "in tendenza" è aumentata.
Nella fascia alta, unicamente la rottura confermata della barriera a $778 permetterebbe di contemplare ipotesi rialziste più significative – con un obiettivo ideale a $820. Nella parte opposta invece, la penetrazione confermata di $717 aprirebbe la strada verso un serio test del supporto a $710 ed in seguito dei minimi di periodo situati a $694-$680. Un’eventuale cedimento del supporto indicherebbe che l’area a $650-55 potrebbe venir sollecitata.


©2008 StudioPhi di Brunello Pianca
Brunello Pianca, Paul Weber
Vietata la riproduzione anche parziale senza il previo consenso degli autori.
Per ulteriori informazioni:
004191-640.95.13
informazione (at) studiophi.ch

General Electric - prossima vittima eccellente?



Dà da pensare il fatto che il colosso GE vanti ancora un rating AAA. Ovvio, le società di rating hanno le mani piene di questi tempi - non deve essere facile seguire migliaia di incarti in un contesto ove le solidità aziendali evaporano nel giro di settimane.
Fatto sta che GE ha un tallone d'Achille non indifferente: GE Finance. Carte di credito e programmi di finanziamento (inclusa l'attività ipotecaria) ne sono l'attività principale, e crediamo che esse non siano immuni dalla rapida contrazione dell'attività economica a livello mondiale.
Aggiungiamo pure che GE finance ha spesso funzionato da "serbatoio" ove attingere a qualche cent per abbellire la trimestrale e che le attività di questa divisione (60% dell'attività del gruppo, n.b.) sono (volutamente) opache.
La caduta di questo gruppo, forse ancora più di qualsiasi (ex) grande banca USA, o delle imprese del settore automobilistico, ci dà l'idea di quanto grave è il danno attuale e potenziale per l'economia USA.

mercoledì 19 novembre 2008

L'USA vende sempre

Il dato inerente gli investimenti da parte di soggetti esteri in titoli USA - azioni, fondi, obbligazioni governative, agencies e quant'altro - denominato Treasury International Capital (TIC) per il mese di settembre è stato difuso ieri ed è reperibile all'indirizzo: http://www.treasury.gov/press/releases/hp1278.htm.
La statistica ben evidenzia che i dollari in eccesso presenti al di fuori degli USA sono sempre ed ancora convogliati in assets statunitensi.
Da parte delle autorità governative straniere si nota invece che il saldo delle operazioni risulta essere negativo per il terzo mese consecutivo.
Le persone fisiche residenti in USA hanno da parte loro aumentato l'acquisto di veicoli d'investimento esteri rispetto al mese precedente. Il saldo risulta positivo per gli ultimi 4 mesi consecutivi.
Nouriel Roubini intanto si domanda - ma gli USA avranno dei problemi nel finanziare il deficit?
La risposta è importante in quanto ci si gioca il futuro del biglietto verde.
Alcuni già scommettono che la parità transatlantica tornerà in zona 1,50-1,60......

lunedì 17 novembre 2008

G20 - Volemose bene

Il meeting del G20, dal nostro punto di vista non sortisce l'effetto voluto - se non quello di riunire 20 capi di stato attorno al tavolo.
Le difficoltà che attendono questo lodevole gremio sono veramente notevoli - ci saremmo aspettati scelte di portata più storica. Ma forse dobbiamo anche renderci conto che una serie importante di "interessi locali" si frappone tra le aspettative dettate dal buonsenso e ciò che può essere oggettivamente attuato da un gruppo di lavoro così eterogeneo.
Aspettiamo la prossima puntata... intanto i mercati già attribuiscono il loro voto: DAX -1.95%, S&P futures -0.82%.

Il comunicato ufficiale:

DECLARATION

SUMMIT ON FINANCIAL MARKETS AND THE WORLD ECONOMY

November 15, 2008

1. We, the Leaders of the Group of Twenty, held an initial meeting in Washington on November 15, 2008, amid serious challenges to the world economy and financial markets. We are determined to enhance our cooperation and work together to restore global growth and achieve needed reforms in the world's financial systems.

2. Over the past months our countries have taken urgent and exceptional measures to support the global economy and stabilize financial markets. These efforts must continue. At the same time, we must lay the foundation for reform to help to ensure that a global crisis, such as this one, does not happen again. Our work will be guided by a shared belief that market principles, open trade and investment regimes, and effectively regulated financial markets foster the dynamism, innovation, and entrepreneurship that are essential for economic growth, employment, and poverty reduction.

Root Causes of the Current Crisis

3. During a period of strong global growth, growing capital flows, and prolonged stability earlier this decade, market participants sought higher yields without an adequate appreciation of the risks and failed to exercise proper due diligence. At the same time, weak underwriting standards, unsound risk management practices, increasingly complex and opaque financial products, and consequent excessive leverage combined to create vulnerabilities in the system. Policy-makers, regulators and supervisors, in some advanced countries, did not adequately appreciate and address the risks building up in financial markets, keep pace with financial innovation, or take into account the systemic ramifications of domestic regulatory actions.

4. Major underlying factors to the current situation were, among others, inconsistent and insufficiently coordinated macroeconomic policies, inadequate structural reforms, which led to unsustainable global macroeconomic outcomes. These developments, together, contributed to excesses and ultimately resulted in severe market disruption.

Actions Taken and to Be Taken

5. We have taken strong and significant actions to date to stimulate our economies, provide liquidity, strengthen the capital of financial institutions, protect savings and deposits, address regulatory deficiencies, unfreeze credit markets, and are working to ensure that international financial institutions (IFIs) can provide critical support for the global economy.

6. But more needs to be done to stabilize financial markets and support economic growth. Economic momentum is slowing substantially in major economies and the global outlook has weakened. Many emerging market economies, which helped sustain the world economy this decade, are still experiencing good growth but increasingly are being adversely impacted by the worldwide slowdown.

7. Against this background of deteriorating economic conditions worldwide, we agreed that a broader policy response is needed, based on closer macroeconomic cooperation, to restore growth, avoid negative spillovers and support emerging market economies and developing countries. As immediate steps to achieve these objectives, as well as to address longer-term challenges, we will:

  • Continue our vigorous efforts and take whatever further actions are necessary to stabilize the financial system.
  • Recognize the importance of monetary policy support, as deemed appropriate to domestic conditions.
  • Use fiscal measures to stimulate domestic demand to rapid effect, as appropriate, while maintaining a policy framework conducive to fiscal sustainability.
  • Help emerging and developing economies gain access to finance in current difficult financial conditions, including through liquidity facilities and program support. We stress the International Monetary Fund's (IMF) important role in crisis response, welcome its new short-term liquidity facility, and urge the ongoing review of its instruments and facilities to ensure flexibility.
  • Encourage the World Bank and other multilateral development banks (MDBs) to use their full capacity in support of their development agenda, and we welcome the recent introduction of new facilities by the World Bank in the areas of infrastructure and trade finance.
  • Ensure that the IMF, World Bank and other MDBs have sufficient resources to continue playing their role in overcoming the crisis.

Common Principles for Reform of Financial Markets

8. In addition to the actions taken above, we will implement reforms that will strengthen financial markets and regulatory regimes so as to avoid future crises. Regulation is first and foremost the responsibility of national regulators who constitute the first line of defense against market instability. However, our financial markets are global in scope, therefore, intensified international cooperation among regulators and strengthening of international standards, where necessary, and their consistent implementation is necessary to protect against adverse cross-border, regional and global developments affecting international financial stability. Regulators must ensure that their actions support market discipline, avoid potentially adverse impacts on other countries, including regulatory arbitrage, and support competition, dynamism and innovation in the marketplace. Financial institutions must also bear their responsibility for the turmoil and should do their part to overcome it including by recognizing losses, improving disclosure and strengthening their governance and risk management practices.

9. We commit to implementing policies consistent with the following common principles for reform.

  • Strengthening Transparency and Accountability: We will strengthen financial market transparency, including by enhancing required disclosure on complex financial products and ensuring complete and accurate disclosure by firms of their financial conditions. Incentives should be aligned to avoid excessive risk-taking.
  • Enhancing Sound Regulation: We pledge to strengthen our regulatory regimes, prudential oversight, and risk management, and ensure that all financial markets, products and participants are regulated or subject to oversight, as appropriate to their circumstances. We will exercise strong oversight over credit rating agencies, consistent with the agreed and strengthened international code of conduct. We will also make regulatory regimes more effective over the economic cycle, while ensuring that regulation is efficient, does not stifle innovation, and encourages expanded trade in financial products and services. We commit to transparent assessments of our national regulatory systems.
  • Promoting Integrity in Financial Markets: We commit to protect the integrity of the world's financial markets by bolstering investor and consumer protection, avoiding conflicts of interest, preventing illegal market manipulation, fraudulent activities and abuse, and protecting against illicit finance risks arising from non-cooperative jurisdictions. We will also promote information sharing, including with respect to jurisdictions that have yet to commit to international standards with respect to bank secrecy and transparency.
  • Reinforcing International Cooperation: We call upon our national and regional regulators to formulate their regulations and other measures in a consistent manner. Regulators should enhance their coordination and cooperation across all segments of financial markets, including with respect to cross-border capital flows. Regulators and other relevant authorities as a matter of priority should strengthen cooperation on crisis prevention, management, and resolution.
  • Reforming International Financial Institutions: We are committed to advancing the reform of the Bretton Woods Institutions so that they can more adequately reflect changing economic weights in the world economy in order to increase their legitimacy and effectiveness. In this respect, emerging and developing economies, including the poorest countries, should have greater voice and representation. The Financial Stability Forum (FSF) must expand urgently to a broader membership of emerging economies, and other major standard setting bodies should promptly review their membership. The IMF, in collaboration with the expanded FSF and other bodies, should work to better identify vulnerabilities, anticipate potential stresses, and act swiftly to play a key role in crisis response.

Tasking of Ministers and Experts

10. We are committed to taking rapid action to implement these principles. We instruct our Finance Ministers, as coordinated by their 2009 G-20 leadership (Brazil, UK, Republic of Korea), to initiate processes and a timeline to do so. An initial list of specific measures is set forth in the attached Action Plan, including high priority actions to be completed prior to March 31, 2009.

In consultation with other economies and existing bodies, drawing upon the recommendations of such eminent independent experts as they may appoint, we request our Finance Ministers to formulate additional recommendations, including in the following specific areas:

  • Mitigating against pro-cyclicality in regulatory policy;
  • Reviewing and aligning global accounting standards, particularly for complex securities in times of stress;
  • Strengthening the resilience and transparency of credit derivatives markets and reducing their systemic risks, including by improving the infrastructure of over-the-counter markets;
  • Reviewing compensation practices as they relate to incentives for risk taking and innovation;
  • Reviewing the mandates, governance, and resource requirements of the IFIs; and
  • Defining the scope of systemically important institutions and determining their appropriate regulation or oversight.

11. In view of the role of the G-20 in financial systems reform, we will meet again by April 30, 2009, to review the implementation of the principles and decisions agreed today.

Commitment to an Open Global Economy

12. We recognize that these reforms will only be successful if grounded in a commitment to free market principles, including the rule of law, respect for private property, open trade and investment, competitive markets, and efficient, effectively regulated financial systems. These principles are essential to economic growth and prosperity and have lifted millions out of poverty, and have significantly raised the global standard of living. Recognizing the necessity to improve financial sector regulation, we must avoid over-regulation that would hamper economic growth and exacerbate the contraction of capital flows, including to developing countries.

13. We underscore the critical importance of rejecting protectionism and not turning inward in times of financial uncertainty. In this regard, within the next 12 months, we will refrain from raising new barriers to investment or to trade in goods and services, imposing new export restrictions, or implementing World Trade Organization (WTO) inconsistent measures to stimulate exports. Further, we shall strive to reach agreement this year on modalities that leads to a successful conclusion to the WTO's Doha Development Agenda with an ambitious and balanced outcome. We instruct our Trade Ministers to achieve this objective and stand ready to assist directly, as necessary. We also agree that our countries have the largest stake in the global trading system and therefore each must make the positive contributions necessary to achieve such an outcome.

14. We are mindful of the impact of the current crisis on developing countries, particularly the most vulnerable. We reaffirm the importance of the Millennium Development Goals, the development assistance commitments we have made, and urge both developed and emerging economies to undertake commitments consistent with their capacities and roles in the global economy. In this regard, we reaffirm the development principles agreed at the 2002 United Nations Conference on Financing for Development in Monterrey, Mexico, which emphasized country ownership and mobilizing all sources of financing for development.

15. We remain committed to addressing other critical challenges such as energy security and climate change, food security, the rule of law, and the fight against terrorism, poverty and disease.

16. As we move forward, we are confident that through continued partnership, cooperation, and multilateralism, we will overcome the challenges before us and restore stability and prosperity to the world economy.

Action Plan to Implement Principles for Reform

This Action Plan sets forth a comprehensive work plan to implement the five agreed principles for reform. Our finance ministers will work to ensure that the taskings set forth in this Action Plan are fully and vigorously implemented. They are responsible for the development and implementation of these recommendations drawing on the ongoing work of relevant bodies, including the International Monetary Fund (IMF), an expanded Financial Stability Forum (FSF), and standard setting bodies.

Strengthening Transparency and Accountability

Immediate Actions by March 31, 2009

  • The key global accounting standards bodies should work to enhance guidance for valuation of securities, also taking into account the valuation of complex, illiquid products, especially during times of stress.
  • Accounting standard setters should significantly advance their work to address weaknesses in accounting and disclosure standards for off-balance sheet vehicles.
  • Regulators and accounting standard setters should enhance the required disclosure of complex financial instruments by firms to market participants.
  • With a view toward promoting financial stability, the governance of the international accounting standard setting body should be further enhanced, including by undertaking a review of its membership, in particular in order to ensure transparency, accountability, and an appropriate relationship between this independent body and the relevant authorities.
  • Private sector bodies that have already developed best practices for private pools of capital and/or hedge funds should bring forward proposals for a set of unified best practices. Finance Ministers should assess the adequacy of these proposals, drawing upon the analysis of regulators, the expanded FSF, and other relevant bodies.

Medium-term actions

  • The key global accounting standards bodies should work intensively toward the objective of creating a single high-quality global standard.
  • Regulators, supervisors, and accounting standard setters, as appropriate, should work with each other and the private sector on an ongoing basis to ensure consistent application and enforcement of high-quality accounting standards.
  • Financial institutions should provide enhanced risk disclosures in their reporting and disclose all losses on an ongoing basis, consistent with international best practice, as appropriate. Regulators should work to ensure that a financial institution' financial statements include a complete, accurate, and timely picture of the firm's activities (including off-balance sheet activities) and are reported on a consistent and regular basis.

Enhancing Sound Regulation

Regulatory Regimes

Immediate Actions by March 31, 2009

  • The IMF, expanded FSF, and other regulators and bodies should develop recommendations to mitigate pro-cyclicality, including the review of how valuation and leverage, bank capital, executive compensation, and provisioning practices may exacerbate cyclical trends.

Medium-term actions

  • To the extent countries or regions have not already done so, each country or region pledges to review and report on the structure and principles of its regulatory system to ensure it is compatible with a modern and increasingly globalized financial system. To this end, all G-20 members commit to undertake a Financial Sector Assessment Program (FSAP) report and support the transparent assessments of countries' national regulatory systems.
  • The appropriate bodies should review the differentiated nature of regulation in the banking, securities, and insurance sectors and provide a report outlining the issue and making recommendations on needed improvements. A review of the scope of financial regulation, with a special emphasis on institutions, instruments, and markets that are currently unregulated, along with ensuring that all systemically-important institutions are appropriately regulated, should also be undertaken.
  • National and regional authorities should review resolution regimes and bankruptcy laws in light of recent experience to ensure that they permit an orderly wind-down of large complex cross-border financial institutions.
  • Definitions of capital should be harmonized in order to achieve consistent measures of capital and capital adequacy.

Prudential Oversight

Immediate Actions by March 31, 2009

  • Regulators should take steps to ensure that credit rating agencies meet the highest standards of the international organization of securities regulators and that they avoid conflicts of interest, provide greater disclosure to investors and to issuers, and differentiate ratings for complex products. This will help ensure that credit rating agencies have the right incentives and appropriate oversight to enable them to perform their important role in providing unbiased information and assessments to markets.
  • The international organization of securities regulators should review credit rating agencies' adoption of the standards and mechanisms for monitoring compliance.
  • Authorities should ensure that financial institutions maintain adequate capital in amounts necessary to sustain confidence. International standard setters should set out strengthened capital requirements for banks' structured credit and securitization activities.
  • Supervisors and regulators, building on the imminent launch of central counterparty services for credit default swaps (CDS) in some countries, should: speed efforts to reduce the systemic risks of CDS and over-the-counter (OTC) derivatives transactions; insist that market participants support exchange traded or electronic trading platforms for CDS contracts; expand OTC derivatives market transparency; and ensure that the infrastructure for OTC derivatives can support growing volumes.

Medium-term actions

  • Credit Ratings Agencies that provide public ratings should be registered.
  • Supervisors and central banks should develop robust and internationally consistent approaches for liquidity supervision of, and central bank liquidity operations for, cross-border banks.

Risk Management

Immediate Actions by March 31, 2009

  • Regulators should develop enhanced guidance to strengthen banks' risk management practices, in line with international best practices, and should encourage financial firms to reexamine their internal controls and implement strengthened policies for sound risk management.
  • Regulators should develop and implement procedures to ensure that financial firms implement policies to better manage liquidity risk, including by creating strong liquidity cushions.
  • Supervisors should ensure that financial firms develop processes that provide for timely and comprehensive measurement of risk concentrations and large counterparty risk positions across products and geographies.
  • Firms should reassess their risk management models to guard against stress and report to supervisors on their efforts.
  • The Basel Committee should study the need for and help develop firms' new stress testing models, as appropriate.
  • Financial institutions should have clear internal incentives to promote stability, and action needs to be taken, through voluntary effort or regulatory action, to avoid compensation schemes which reward excessive short-term returns or risk taking.
  • Banks should exercise effective risk management and due diligence over structured products and securitization.

Medium -term actions

  • International standard setting bodies, working with a broad range of economies and other appropriate bodies, should ensure that regulatory policy makers are aware and able to respond rapidly to evolution and innovation in financial markets and products.
  • Authorities should monitor substantial changes in asset prices and their implications for the macroeconomy and the financial system.

Promoting Integrity in Financial Markets

Immediate Actions by March 31, 2009

  • Our national and regional authorities should work together to enhance regulatory cooperation between jurisdictions on a regional and international level.
  • National and regional authorities should work to promote information sharing about domestic and cross-border threats to market stability and ensure that national (or regional, where applicable) legal provisions are adequate to address these threats.
  • National and regional authorities should also review business conduct rules to protect markets and investors, especially against market manipulation and fraud and strengthen their cross-border cooperation to protect the international financial system from illicit actors. In case of misconduct, there should be an appropriate sanctions regime.

Medium -term actions

  • National and regional authorities should implement national and international measures that protect the global financial system from uncooperative and non-transparent jurisdictions that pose risks of illicit financial activity.
  • The Financial Action Task Force should continue its important work against money laundering and terrorist financing, and we support the efforts of the World Bank - UN Stolen Asset Recovery (StAR) Initiative.
  • Tax authorities, drawing upon the work of relevant bodies such as the Organization for Economic Cooperation and Development (OECD), should continue efforts to promote tax information exchange. Lack of transparency and a failure to exchange tax information should be vigorously addressed.

Reinforcing International Cooperation

Immediate Actions by March 31, 2009

  • Supervisors should collaborate to establish supervisory colleges for all major cross-border financial institutions, as part of efforts to strengthen the surveillance of cross-border firms. Major global banks should meet regularly with their supervisory college for comprehensive discussions of the firm's activities and assessment of the risks it faces.
  • Regulators should take all steps necessary to strengthen cross-border crisis management arrangements, including on cooperation and communication with each other and with appropriate authorities, and develop comprehensive contact lists and conduct simulation exercises, as appropriate.

Medium -term actions

  • Authorities, drawing especially on the work of regulators, should collect information on areas where convergence in regulatory practices such as accounting standards, auditing, and deposit insurance is making progress, is in need of accelerated progress, or where there may be potential for progress.
  • Authorities should ensure that temporary measures to restore stability and confidence have minimal distortions and are unwound in a timely, well-sequenced and coordinated manner.

Reforming International Financial Institutions

Immediate Actions by March 31, 2009

  • The FSF should expand to a broader membership of emerging economies.
  • The IMF, with its focus on surveillance, and the expanded FSF, with its focus on standard setting, should strengthen their collaboration, enhancing efforts to better integrate regulatory and supervisory responses into the macro-prudential policy framework and conduct early warning exercises.
  • The IMF, given its universal membership and core macro-financial expertise, should, in close coordination with the FSF and others, take a leading role in drawing lessons from the current crisis, consistent with its mandate.
  • We should review the adequacy of the resources of the IMF, the World Bank Group and other multilateral development banks and stand ready to increase them where necessary. The IFIs should also continue to review and adapt their lending instruments to adequately meet their members' needs and revise their lending role in the light of the ongoing financial crisis.
  • We should explore ways to restore emerging and developing countries' access to credit and resume private capital flows which are critical for sustainable growth and development, including ongoing infrastructure investment.
  • In cases where severe market disruptions have limited access to the necessary financing for counter-cyclical fiscal policies, multilateral development banks must ensure arrangements are in place to support, as needed, those countries with a good track record and sound policies.

Medium -term actions

  • We underscored that the Bretton Woods Institutions must be comprehensively reformed so that they can more adequately reflect changing economic weights in the world economy and be more responsive to future challenges. Emerging and developing economies should have greater voice and representation in these institutions.
  • The IMF should conduct vigorous and even-handed surveillance reviews of all countries, as well as giving greater attention to their financial sectors and better integrating the reviews with the joint IMF/World Bank financial sector assessment programs. On this basis, the role of the IMF in providing macro-financial policy advice would be strengthened.
  • Advanced economies, the IMF, and other international organizations should provide capacity-building programs for emerging market economies and developing countries on the formulation and the implementation of new major regulations, consistent with international standards.