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FT.com - Financial Markets News

mercoledì 25 febbraio 2009

La barca si è capovolta...

Nel commento del 16 febbraio scorso avevamo già evidenziato come l'attività sull'ETF SPDR Gold si stesse surriscaldando in maniera preoccupante.
Da allora abbiamo assistito ad un timido superamento della soglia di $1'000, ed all'accumularsi nel fondo in oggetto di una quantità (teorica) di oro quasi simile alle riserve detenute dalla Svizzera, sesta in graduatoria IMF per riserve aurifere.
Nella seduta appena conclusasi le "dita deboli" hanno approfittato del "feel good factor" derivante dalla notizia che Citi e BofA non verranno nazionalizzate per liquidare - probabilmente anche in perdita - quanto accumulato senza ritegno la scorsa settimana. Ed il movimento potrebbe proseguire sino a $930-35, cioè sino a scaricare l'ipercomprato registrato dagli oscillatori RSI e MACD.
Troviamo interessante anche che la direzione dell'ETF non pubblica più le statistiche interne del fondo dal 19 febbraio, data del "top" di once detenute.
Inoltre da più parti si levano le voci di commentatori ed analisti che mettono in guardia dal "fine print" contenuto nel prospetto di adesione del fondo medesimo - dove si legge per esempio che non viene assunta alcuna responsabilità per la verifica dell'effettiva saggiatura dell'oro acquistato o per la verifica delle barre effettivamente in giacenza...
Di che star davvero in pensiero.

Cogliamo anche l'occasione di questo post per riferire di una nostra analisi che si è rivelata essere quantomai accurata e puntale.

Nell'articolo pubblicato il 13 febbraio scorso riportavamo che uno dei fattori che permetteva all'oro di salire nonostante il collasso del settore orafo era la disparità in termini di accumulo di oro tra i quantitativi necessari all'industria dell'oreficeria ed i quantitativi domandati ad uso investimento.
La conferma è venuta dallo studio pubblicato da World Gold Council il 19 febbraio sui trends di domanda ed offerta del metallo, studio che avvalla in pieno ciò che da tempo andavamo discutendo con i nostri clienti.

A disposizione - come sempre - per qualsiasi ulteriore approfondimento.

martedì 17 febbraio 2009

Di once, volumi ed interessi....

Una veloce carrellata descrittiva degli interessi e dei volumi trattati sull'oro:

Il grafico ci illustra l'andamento dell'oro (spot) alla luce delle fluttuazioni dei volumi registrati dalle seguenti categorie di operatori del COMEX: large speculator long, large speculator short, commercial long, commercial short. A ciò aggiungiamo l'open interest totale (option + futures combined). Se c'è una cosa che ci balza all'occhio, essa è che l'attività di hedging della produzione (linea viola, commercial short) sembra essersi risvegliata da metâ dicembre '08 ad oggi, in parziale controtendenza con quanto aveva dichiarato a Davos il CEO di Barrick Gold, secondo cui era "da stupidi" coprire a termine le prouzioni ai livelli attuali.


In questo grafico abbiamo combinato le once detenute dal principale ETF di categoria, il Streettracks Gold (NYSE:GLD), insieme all'equivalente in once di quanto detenuto dai speculative long e commercial long sul COMEX. Da notare che l'ultimo dato si ferma al 10 febbraio, data del più recente report della borsa. In sovrapposizione trovate anche la rappresentazione grafica dell'open interest complessivo. Si nota che l'angolo di salita tra l'open interest e le posizioni combinate (linea azzurra) si sta stringendo - effetto dovuto senz'altro oall'aumento dell'attività dei commerciall shorts.


Un rapido colpo d'occhio sul comportamento intraday del fondo ETF. In data 11 febbraio si nota la massiccia impennata dei volumi, evento che non troverà seguito nei giorni successivi. La seduta odierna (17 febbraio ndr) ci sembra peraltro troppo "estesa" in termini di prezzo assoluto, soprattutto mancando volumi degni di paragone con la seduta del 11 febbraio scorso.

lunedì 16 febbraio 2009

È mania sull'oro?

Il commento pubblicato stamani dall'analista John Reade (UBS), suggerisce
che il mercato dell'oro sarebbe entrato in una fase di "mania anticipata".
I fattori che concorrerebbero, secondo Reade, a denotare questa mania sono
soprattutto la crescita dell'open interest sul COMEX, come pure
l'accelerazione della crescita dei quantitativi detenuti dall'ETF di
riferimento, lo Streettracks SPDR Gold (GLD), fattore che i nostri lettori
sanno che seguiamo da qualche tempo.
Reade mette in guardia da un eventuale rimbalzo dei mercati azionari che
potrebbe seguire all'approvazione della più recente puntata del "Financial
Stability Plan" (siamo sicuri che sarà una storia a puntate degna di
Dynasty...) - evento che potrebbe portare a liquidazioni dapprima nel COMEX
e poi nell'ETF (click-to-sell...).

D'altro canto le manie hanno la tendenza a creare delle ondate che perdurano
in maniera illogica ed esuberante (thank you Mr. Greenspan).
La tabella "Diamo i numeri" pubblicata recentemente (v. sotto) ci dà
un'ottima idea, su base quantitativa, di quali possano
essere gli obiettivi teorici di un nuovo "dot com giallo".

Parafrasando l'aviazione "... Viste le condizioni di turbolenza, i
passeggeri sono gentilmente pregati di tenere allacciate le cinture di
sicurezza per tutta la durata del volo..."